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4 set 2014

AperiCinema: rassegna stampa

Quando un'idea è buona è buona! Un grazie a Rossella Neri e a 2night.it per aver segnalato ed apprezzato il nostro Apericinema sulla spiaggia dello Zanzibar

Con gioia leggiamo questa recensione dell'APERICINEMA ideato dai ragazzi del 'COLORE DELL'INFORMAZIONE ' è sostenuto dalla Fondazione Clodiense 
Perciò un vero grazie di cuore a CHIOGGIA TV

Altri link che parlano dell'evento:

23 feb 2014

Manca poco alla Traviata!

Mancano pochi giorni al secondo appuntamento con la Fenice a Chioggia.
Sabato 1 marzo, alle ore 16.00, presso l'Auditorium San Nicolò a Chioggia, la Fondazione Teatro La Fenice, con la collaborazione della Fondazione Clodiense ONLUS (per il territorio clodiense) proporrà la Proiezione Cinematografica, opera live alla Fenice, de La Traviata di Giuseppe Verdi... IMPERDIBILE!!!


4 dic 2013

Per Natale, regala un progetto alla tua città

Scade il 31 dicembre p.v. il termine ultimo per donare a favore dei progetti ammessi al Bando n. 17 della Fondazione Clodiense ONLUS e promossi da Gruppi di associazioni del territorio clodiense.

Ecco le iniziative:
01/17- ATTIVITà RIABILITATIVA E DI BENESSERE PSICO FISICO PER DISABILI 
(Gruppo Insieme Si Può)
Riabilitazione, integrazione e assistenza alle famiglie
Donazioni da raccogliere € 2500 



02/17 – INSEGNAMI AD ANDARE PER MARE 
(Gruppo Adige)
Lezioni teoriche e pratiche di vela per soggetti disabili
Donazioni da raccogliere € 2500

03/17 – PREVENZIONE ALL'ABUSO DI ALCOOL E DROGHE 
(Gruppo Giro-Vagando)
Intervento di sensibilizzazione e prevenzione on the road e nelle scuole
Donazioni da raccogliere € 2000


04/17 – NUOVA BASE SCOUT: RECUPERO CASA COLONICA 
(Gruppo Recupero Casa Colonica)
Recupero di una vecchia casa colonica per una nuova base scout, per attività rivolte ai giovani
Donazioni da raccogliere € 3000

05/17 – LA COSTRUZIONE DEL PAESAGGIO 
(Gruppo C-Plus)
Concorso di architettura per interventi migliorativi sul territorio clodiense
Donazioni da raccogliere € 3000


06/17 – GIOCO LIBERO: PROPEDEUTICA ALLO SPORT IN SICUREZZA 
(Gruppo Dal Gioco Allo Sport)
Acquisto di un gioco/palestra certificato per la propedeutica allo sport in sicurezza
Donazioni da raccogliere € 5000

07/17 – IMMAGINARIO CLODIENSE "GIOVANNI RUBIN" 
(Gruppo Immaginario Clodiense Giovanni Rubin)
Realizzazione di un archivio fotografico storico di Chioggia
Donazioni da raccogliere € 5000

Come Donare?
Fai un bonifico a
Fondazione Clodiense O.N.L.U.S. BCC Piove di Sacco- Chioggia IBAN: IT29X0872820901000000123691
e indica nella causale il progetto a cui vuoi destinare la donazione!

Oppure con Bollettino Postale: clicca QUI 
 

4 set 2013

Vincitori individuati!

Trovati tutti i vincitori della Lotteria della Fondazione Clodiense.
Cogliamo l'occasione per ringraziare quanti hanno partecipato con l'acquisto dei biglietti, sostenendo così l'attività della nostra Istituzione. La vendita dei bigleitti infatti ci ha permesso di raccogliere donazioni che ora potremo reinvestire nel territorio...GRAZIE!

25 lug 2013

Proroga Bando n. 17

Per quanto riguarda la data ultima di consegna delle richieste di ammissione al Bando n. 17, fissata al 31 luglio 2013, la Fondazione Clodiense O.N.L.U.S. ha deciso di concedere ulteriore tempo. Le richieste potranno essere consegnate o inviate all'ufficio della Fondazione anche nella settimana dal 12 al 14 agosto p.v., secondo l'orario d'ufficio: 9.00/12.00.
Per ulteriori informazioni potete contattarci telefonicamente allo 0415507144 o via mail a info@fondazioneclodiense.it.

17 lug 2013

Fondazione Clodiense alla Sagra del Pesce 2013


La Fondazione Clodiense O.N.L.U.S. alla sagra del Pesce Vi aspetta per assaggiare ottime specialità preparate ed offerte dai ristoratori e dai panificatori locali, in collaborazione con Ascom di Chioggia.
Potete inoltre gustare dell'ottimo vino da bottiglia offerto dal Consorzio Vini Venezia e/o la Birra Rossa di Chioggia (Prodotto tutelato dal Consorzio per la Tutela del Radicchio di Chioggia IGP).
Sono molte anche le attività di intrattenimento: giochi d'acqua lungo il Canal Vena con l'Ass. Remiera Clodiense, Line Up e PGS Bon Bosco. Sempre lungo il Canal Vena, l'Ass. Remiera Clodiense vi aspetta per delle foto ricordo in gondola, mentre sul palco a San Giacomo potete partecipare alla Gara del Remo e vincere un buonissimo dolce offerto dalla Pasticceria Veneta.
Sul palco a San Giacomo, vicino allo stand della Fondazione ogni sera spettacoli di teatro, danza e musica.
Allo stand della Fondazione potete acquistare, con una donazione di due euro, i biglietti della Lotteria:
  1. primo premio un week end per due persone a Budapest;
  2. secondo premio un IPad della Apple
  3. tre terzi premi: cena per due persone ai ristoranti El Gato, Garibaldi, Aurora.
Da venerdi 19 a domenica 21 avremo inoltre ospite la Lega Navale di Chioggia con il simulatore di vela!
Vi aspettiamo allo stand con delle donazioni minime potrete gustare prodotti d'eccellenza e spettacoli di qualità. 
Le donazioni raccolte durante la Sagra verranno impiegate dalla Fondazione Clodiense per sostenere iniziative di utilità sociale, culturale e formativa che vanno a migliorare la qualità della vita nel territorio clodiense. 




26 mag 2013

Pubblicato il nuovo Bando della Fondazione Clodiense


Bando n. 17 di utilità sociale, culturale e formativa

Per progetti promossi da gruppi di organizzazioni non profit del comprensorio clodiense da realizzare in compartecipazione con la Fondazione Clodiense O.N.L.U.S.


Pubblicato il Bando n. 17 della Fondazione Clodiense O.NL.U.S.; fondazione comunitaria presente nei territori di Chioggia, Cavarzere e Cona da più di dieci anni, al servizio di quanti presentano iniziative interessanti ed innovative  e di quanti vogliono donare parte delle proprie risorse per contribuire al miglioramento della qualità della vita nel comprensorio clodiense. 
Il Bando di quest’anno presenta delle novità, una sostanziale: non si rivolge a singole organizzazioni non profit, ma a gruppi di associazioni che, dialogando insieme, riescano ad individuare un obiettivo comune e presentino alla Fondazione progetti condivisi e condivisibili.  
Intento della Fondazione è quello di far comunicare tra loro le associazioni del comprensorio certi che insieme, unendo idee ed energie sia possibile far fruttare al massimo le potenzialità delle risorse disponibili.
I moduli per la partecipazione al Bando potranno essere richiesti, entro il 10 luglio p.v., tramite mail all’indirizzo info@fondazioneclodiense.it o scaricati dal seguente link MODULISTICA BANDO n. 17.
Le domande di ammissione al Bando andranno consegnate alla Fondazione entro e non oltre il 31 luglio p.v..
La Fondazione comunicherà entro il prossimo mese di settembre quali progetti sono stati ammessi al Bando; i Gruppi promotori dovranno quindi adoperarsi per dare corso  all’iniziativa e sensibilizzare la collettività al fine di raccogliere le donazioni necessarie ad ottenere il raddoppio dalla Fondazione; questo entro e non oltre il 31 dicembre 2013.
E’ con questo spirito di condivisione e collaborazione che la Fondazione ribadisce il proprio ruolo nel territorio, quale ente sovra comunale, non in competizione con le altre realtà associative o con le altre istituzioni, ma al loro servizio nel rispetto dei principi di trasparenza.

8 mag 2013

Destina il 5xMille alla Fondazione Clodiense

DESTINA IL 5X1000 ALLO SVILUPPO DEL TERRITORIO CLODIENSE, IL TUO TERRITORIO!
…Per migliorare la qualità della vita a Chioggia, Cavarzere e Cona!
Questo è possibile attraverso la Fondazione Clodiense O.N.L.U.S. da sempre al servizio di quanti (associazioni non profit, enti, scuole, parrocchie…)siano propositivi al miglioramento dei settori sociali, culturali, formativi, educativi, di valorizzazione dei beni storici e artistici del comprensorio clodiense.
Inserisci il C.F. della Fondazione nell’apposito riquadro: 91014010275

La Fondazione ti  ringrazia per la tua sensibilità!


6 mag 2013

VA’! SCOLPISCI! Tutto esaurito al Teatro Serafin



Tutto esaurito al Teatro Serafin per la presentazione del progetto realizzato in compartecipazione con la Fondazione Clodiense Onlus


Tutto esaurito al teatro “Tullio Serafin” di Cavarzere per la presentazione ufficiale dell'edizione della partitura e del dvd (realizzato da Telechiara) dell'oratorio Va'! Scolpisci!, composto dal Renzo Banzato in onore del Crocefisso opera di Domenico Paneghetti che si venera nel Duomo di Cavarzere.
La prima esecuzione dell'opera è avvenuta il 17 dicembre 2011, nel Duomo di Cavarzere, a coronamento delle feste giubilari organizzate dalla Parrocchia di S. Mauro; il successivo 23 dicembre l’oratorio è stato replicato presso la Cattedrale di S. Maria Assunta di Chioggia.
Con tale opera il M° Banzato ha desiderato far rivivere, attraverso l’arte musicale e a distanza di quasi duecento anni, la meravigliosa storia di Domenico Paneghetti e della sua devozione verso il  maestoso Crocifisso custodito nel Santuario di S. Domenico a Chioggia, al quale l’umile tagliatore di canne di Boscochiaro si ispirò per scolpire il Divino Crocifisso di S. Mauro di Cavarzere.
Il progetto dell’opera, commissionato dalla Diocesi di Chioggia, Regione Veneto e realizzato in compartecipazione con la Fondazione Clodiense Onlus, ha visto il coinvolgimento di numerosi enti, che hanno saputo operare in perfetta sinergia e sintonia: Parrocchia di S. Mauro, Assessorato alla Cultura del Comune di Cavarzere, Assessorato alla Cultura della Provincia di Venezia, Conservatorio di Musica “A. Buzzolla” di Adria, Comitato Cittadino di Grignella, Circolo Amici del M° T. Serafin di Rottanova. 
La serata, condotta dall'Assessore alla Cultura del Comune di Cavarzere Paolo Fontolan e ripresa dall’emittente televisiva Telechiara, ha avuto inizio con l'intervento di Mons. Dino De Antoni Arcivescovo Emerito di Gorizia e già Presidente della Conferenza Episcopale Triveneta, che ha sempre sostenuto il progetto fin dal suo inizio e che ha curato anche l'introduzione all'ascolto nel Dvd. E' stata poi la volta della testimonianza dell'Arciprete di Cavarzere don Achille De Benetti e dei suoi predecessori Mons. Fabrizio Fornaro e Mons. Umberto Pavan. Questi primi interventi, accompagnati dalla proiezione di numerose diapositive relative alle processioni del crocifisso (ad iniziare da quella storica del 1901), hanno sottolineato quanto la devozione per il Crocefisso sia da sempre un tratto distintivo dell'identità cavarzerana.
Successivamente il M° Banzato ha illustrato le caratteristiche della pubblicazione dell’intera partitura musicale dell’oratorio (che consiste in un volume di ben 240 pagine, elegantemente rilegato e in formato di ampie dimensioni) e delle relative parti staccate strumentali e vocali, che sono state pubblicate da uno dei principali editori musicali italiani, ovvero la Casa Musicale Edizioni Carrara di Bergamo, che si occuperà della distribuzione dell’opera nei conservatori e istituti musicali italiani, nonché all’estero: l’oratorio entrerà infatti nelle biblioteche nazionali di Londra, Boston, Tokyo, Seul, Monaco e Chicago. 
A tale riguardo, con gesto assai significativo, l’autore ha consegnato la prima copia della pubblicazione al Conservatorio “A. Buzzolla” di Adria (rappresentato dal Vice Direttore Prof. M. C. Nonnato), prima di un lungo elenco di istituzioni musicali italiane pronte a inserire l’opera nelle proprie biblioteche. 
Nella seconda parte della serata è stato presentato il Dvd realizzato da Telechiara in occasione della prima esecuzione dell'oratorio ed il musicologo Prof. Paolo Padoan ha illustrato le caratteristiche dell'opera guidando il pubblico nell'ascolto delle parti più significative dell'opera.
La serata ha fatto rivivere, a poco più di un anno di distanza, le grandi emozioni suscitate dalle feste giubilari del Crocefisso e segnatamente dell'esecuzione dell'oratorio da parte dell’Orchestra e Coro “Tullio Serafin” di Cavarzere (in collaborazione con il Complesso Vocale SolEnsemble di Padova) ed il numerosissimo pubblico, sempre attento e partecipe, ha dimostrato di aver gradito il tutto tributando entusiastici consensi ai protagonisti, a cominciare ovviamente dal M° Banzato.
La pubblicazione della partitura e del dvd costituisce il coronamento di un progetto che ha visto coinvolte le realtà ecclesiali della Parrocchia di S. Mauro e della Diocesi di Chioggia e quella civile del Comune di Cavarzere (rappresentata dal Sindaco Henri Tommasi e dall'Assessore Paolo Fontolan) e che si è concretizzato grazie all'apporto determinante e prezioso della Fondazione Clodiense Onlus (rappresentata dal sig. Loredano Grande, membro del cda) e dalla ditta Turatti di Cavarzere (rappresentata dal titolare).
Dell’evento si sono occupati i giornali regionali e soprattutto nazionali: il settimanale Oggi, il quotidiano l’Eco di Bergamo, le riviste specializzate Amadeus e Gli Amici della Musica; alla serata è stato inoltre dedicato un ampio servizio televisivo nei notiziari dell'emittente Telechiara.

3 mar 2013

Le fondazioni di comunità davanti alla crisi

Davanti alla crisi presente, che è essenzialmente crisi di fiducia, le fondazioni di comunità possono svolgere un ruolo fondamentale che va ben al di là delle donazioni raccolte e dei contributi erogati. Il loro compito non può infatti essere quello di tamponare le falle di un welfare che appare in evidente affanno, ma piuttosto quello di, attraverso la promozione della cultura del dono, ristabilire quei legami comunitari che soli possono ridare speranza ad una società che per liberarsi da ogni legame ha finito per isolare e sradicare l'individuo, rendendolo impotente e totalmente dipendente dall'intervento di sempre più complesse macchine burocratiche che peraltro mostrano tutti i loro limiti.

E' questo il succo dell'intervento che il Segretario di Assifero ha svolto in occasione del convegno svoltosi il 2 marzo a Udine e promosso dall'Assessorato regionale all'istruzione, università, ricerca, famiglia, associzionismo e cooperazione della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Assif.

1 mar 2013

Fondazione Clodiense: della comunità e per la comunità

 Un anno fa la Fondazione Clodiense O.N.L.U.S. pubblicava il sedicesimo bando di utilità sociale, per compartecipare alla realizzazione di iniziative che vanno a migliorare la qualità della vita a Chioggia, Cavarzere e Cona.

Il Bando 16, che dovrà vedere ultimazione a ottobre 2013  ad oggi ha visto concretizzarsi 5 progetti, su 22 iniziative ammesse a contributo che nei prossimi mesi verranno ultimate e presentate alla collettività attraverso manifestazioni pubbliche.


Tutte le iniziative ammesse ai Bandi della Fondazione trovano realizzazione grazie alle donazioni raccolte nel territorio e versate alla Fondazione Clodiense, che provvede a raddoppiarle facendosi così garante dell'intero importo necessario al progetto.

Sono pertanto importantissime le donazioni che arrivano alla Fondazione da privati cittadini, aziende, istituzioni, da chiunque cioè riponga la propria fiducia nella Fondazione Clodiense ONLUS, affidando ad essa le proprie risorse e godendo così di tutti i benefici che ne derivano, da quelli fiscali a quelli gestionali.

La Fondazione non ha risorse proprie da erogare, ma raccoglie risorse da gestire nel miglior modo possibile e con i massimi benefici. In questi anni i Bandi sono stati emessi grazie ad una disponibilità economica ricevuta annualmente dalla Fondazione di Venezia. Le donazioni raccolte nel territorio sono poi state raddoppiate usufruendo di questa disponibilità data dalla fondazione veneziana.

Negli anni si è diffusa erroneamente l'idea che la Fondazione Clodiense sia un ente erogatore, una sorta di 'bancomat', è invece lontana da ciò, l'erogazione è solo una conseguenza. La missione della Fondazione è primariamente quella di sensibilizzare alla cultura del dono: non importa l'entità del dono, ma ha valore il gesto in sè.

Di questi tempi non c'è definizione più giusta di quella di Henry David Thoreau "La solidarietà è l'unico investimento che non fallisce mai". Una società più solidale/filantropica oggi, è una società più ricca domani e non solo in termini economici.
Il Bando di utilità sociale è un mezzo che la Fondazione utilizza per 'investire' nella comunità clodiense e in un futuro migliore, per avviare fruttose collaborazioni con associazioni, istituzioni e quanti credono nel rinnovamento e nella crescita della propria comunità.

In circa dieci anni sono oltre 300 le iniziative realizzate con tali intenti e se continueranno ad esserci persone che credono nel territorio e nella Fondazione, si continuerà a crescere, insieme.


25 feb 2013

Il VARO della handbike

Si è svolta domenica 24 febbraio a Cavarzere la manifestazione "Il Varo" che ha visto la messa su strada, per la prima volta, della handbike acquistata dall'associazione Scuola di Ciclismo Lions D di Cavarzere. La handbike è un particolare tipo di bicicletta, che si muove tramite delle manovelle mosse grazie alle braccia; è quindi spesso usata da persone con disabilità.  L'acquisto del mezzo è stato possibile grazie alla partecipazione al Bando n. 16 della Fondazione Clodiense O.N.U.S. e alla raccolta di donazioni sul terriritorio per euro 5.000,00, poi raddoppiate dalla Fondazione stessa.

La manifestazione, durante la quale gli atleti dell'ass. Lions D. hanno fatto dei giri di pista dimostrativi, si è svolta alla presenza di numeroso pubblico e autorità, tra cui il prof. Amos Pavanato Consigliere della Fondazione Clodiense, l'assessore allo Sport di Cavarzere sig.ra Luciana Mischiari, il Presidente del Panathlon di Adria sig. Giacomo Santini.
Si è dato così il  via alla stagione agonistica 2013 della scuola Lions D e all'allenamento dell'atleta Lorenzo Mayor in vista delle Paralimpiadi 2016 in Brasile.
La Fondazione, omaggiata di una targa, ringrazia l'associazione Lions D per aver presentato un'iniziativa socialmente utile da realizzare insieme e ringrazia quanti, sensibili, hanno donato rendendo realizzabile questo sogno. I nostri auguri inoltre a Lorenzo Mayor per le prossime Paraolimpiadi.

24 feb 2013

Rassegna stampa: A che serve la filantropia istituzionale?

di Bernardino Casadei
Vita.it

Gli americani sono convinti che il fine della filantropia istituzionale sia quello di cambiare il mondo. Essa, infatti, si distinguerebbe dalla carità, pura reazione emotiva, per un approccio scientifico che le permetterebbe di eliminare le cause dei problemi della nostra società. Credo che si sbaglino; la filantropia istituzionale non ha né le capacità, le risorse di cui dispone sono molto limitate, né la legittimazione, con quale diritto qualche riccone può stabilire come cambiare la nostra società, per arrogarsi un simile compito, compito peraltro impossibile se, come ci insegna la storia, la vera causa di gran parte delle nostre sofferenze debba essere cercata nel più profondo del cuore di ognuno di noi.
Il compito della filantropia istituzionale è invece quello di aiutare il maggior numero di persone ad affermare la propria umanità, la quale non può certo ridursi nella soddisfazione in modo effimero di effimeri bisogni, ma piuttosto nel testimoniare la propria dignità, ossia nel vivere pienamente quel frammento di assoluto che, benché spesso reso irriconoscibile dalle nostre debolezze, le nostre ipocrisie, le nostre meschinità, pur esiste e che solo può dare un senso alla nostra vita. Il cambiamento sociale non può che essere la conseguenza di questa testimonianza, non il fine. Proprio la storia contemporanea del nostro continente ci insegna come tutti i tentativi di cambiare il mondo per cambiare il cuore dell’uomo abbiano generato drammi e tragedie di cui paghiamo ancora le conseguenze.
Solo cambiando il mio cuore, potrò eventualmente migliorare il mondo attorno a me. Si tratta di una verità semplice ed evidente, ma così difficile da vivere senza una qualche forma di aiuto, soprattutto in una società che ci isola e tende a distruggere ogni fiducia reciproca. Forse l’homo homini lupus non è l’essere umano allo stato di natura di cui parlava Hobbes, ma piuttosto il frutto più maturo di una società che si è fondata su tale assunto e che si è illusa di poter generare pubbliche virtù dai vizi privati.
In un mondo che, al di là degli espedienti retorici, riconosce il principio secondo il quale chi vince ha ragione, la filantropia istituzionale, se non vuole negare se stessa e rivelarsi come una grande ipocrisia, cosa peraltro sempre possibile, deve darsi un fondamento radicalmente diverso. Essa si pone necessariamente al servizio di una verità che la trascende e che si limita a riconoscere come giusta. La volontà del fondatore non è il fondamento di una fondazione in quanto volontà, ma in quanto ha riconosciuto e in qualche modo cristallizzato una verità che meritava di essere perseguita e testimoniata.
Questo riconoscere che la nostra volontà può essere libera, non quando ha i mezzi per assecondare ogni suo capriccio, ma quando riconosce una giustizia e una verità superiore che meritano di essere testimoniate, rappresenta il vero e fondamentale contributo che la filantropia istituzionale può offrire allo sviluppo della nostra società. Tutto il resto non sono che frutti, frutti certo importanti, ma che ci vengono donati in sovrappiù. Trasformarli in fini, in obiettivi da perseguire con efficienza, efficacia ed economicità, rischia di avere effetti controproducenti.
Con questo non si vuole certo insinuare che la filantropia non debba operare con efficienza, efficacia ed economicità, ma ricordare che esse non possono mai trasformarsi in fini, ma devono rimanere dei mezzi al servizio della dignità della persona. Ed è proprio questo il vero compito della filantropia: creare delle oasi che aiutino ogni individuo a vivere con dignità, a testimoniare i valori in cui crede, a realizzare ciò che ritiene vero, bello e buono. Benché tutto ciò possa sembrare scontato e banale, bisogna riconoscere che viviamo in una società che nega queste evidenze. Una società il cui unico fine sembra quello di aiutare i singoli a soddisfare le proprie utilità marginali e non certo a dargli la forza di resistere alle proprie tentazioni. Una società che ci bombarda con la pubblicità del gioco d’azzardo per poi ricordarci, ipocriticamente, che è necessario farlo con moderazione.
In questo mondo esistono però ancora tantissime persone che vorrebbero dare il proprio contributo alla definizione e realizzazione del bene comune, ma che non sanno come fare e che spesso si sentono impotenti davanti ad una realtà che, al di là della retorica, nega sistematicamente ogni valore che non possa essere commercializzato. Diventare un punto di riferimento per tutte queste persone, offrire loro l’aiuto e l’assistenza di cui hanno bisogno per affermare ciò in cui credono, permettere loro di superare l’isolamento in cui il dispotismo moderno li ha imprigionati è forse il compito più nobile, ma anche più produttivo, di cui la filantropia istituzionale può farsi carico. Per essere all’altezza di un simile compito la filantropia istituzionale deve ripensarsi profondamente, rivedere il proprio modo di operare, ridefinire i propri obiettivi, liberando così se stessa e l’intero privato sociale da una subordinazione culturale che finisce per privare la nostra società del contributo che questo mondo può metterci a disposizione per la crescita non solo morale e civile, ma anche economica e sociale di ognuno di noi.

22 gen 2013

Chioggia Renovatio: pubblicato il Concorso!

E' stato pubblicato in data 22 gennaio u.s., sul sito www.chioggiaplus.it il Concorso di idee di architettura Chioggia Renovatio-La forma della rigenerazione per la riqualificazione dell'area Reduci a Chioggia.


L'Associazione Chioggia Plus, promotrice dell'iniziativa, in compartecipazione con la Fondazione Clodiense O.N.L.U.S. e con il patrocinio del Comune di Chioggia, Università IUAV di Venezia e Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Venezia, ha indetto un Concorso all'interno della Seconda Rassegna di Architettura Città di Chioggia, in continuità con i temi nati e discussi nella prima edizione e dalle risposte urbane emerse.
Il nuovo percorso intrapreso pone l'attenzione sulla riqualificazione di uno spazio esistente in città, che ha perso nel tempo la propria forma ed identità. Uno spazio urbano da ripensare nel contesto attuale e da donare ai cittadini.

Su questo tema sono chiamati a cimentarsi giovani professionisti, laureati e studenti di architettura ed ingegneria under 40, che possono parteciapre individualemtne o in gruppo.
I vincitori del Concorso verranno premiati e gli elaborati più meritevoli verranno esposti in una mostra aperta a tutti.

Per maggiori informazioni Vi invitiamo a visitare il sito www.chioggiaplus.it      

7 gen 2013

Rassegna stampa: Un altro sogno realizzato

Un altro sogno è stato realizzato in compartecipazione con la nostra Fondazione.
Il progetto "Scuola di ciclismo: acquisto di una handbike" presentato dall'associazione di Cavarzere ASD Scuola Ciclismo Lions D, è stato realizzato grazie alle donazioni raccolte pari a euro 5.000 e al raddoppio del medesimo importo da parte della Fondazione Clodiense O.N.L.U.S..
La Fondazione Clodiense in questi anni ha pubblicato bandi di utilità sociale grazie ad un plafond messo a disposizione dalla Fondazione di Venezia. Per il Bando n. 16, al quale ha partecipato l'ass. Ciclismo Lions D, il plafond era di euro 100mila. Diverse altre associaizoni di tutto il territorio clodiense stanno realizzando un progetto di utilità sociale grazie a questo Bando e grazie alle donazioni che arrivano dal territorio!




Ulteriori notizie ed immagini le potete trovare al seguente link http://www.cavarzereinfiera.it/2012/Handbike/index.html

13 dic 2012

IL RUOLO DELLA FILANTROPIA IN UN'ITALIA IN CRISI: RISCHI E OPPORTUNITÀ

di Bernardino Casadei per ASSIFERO

Dovrebbe ormai essere a tutti evidente come oggi la sfida più importante sia quella di ricostruire un nuovo welfare e che esso dovrà necessariamente poggiare sulla solidarietà e sulla sussidiarietà. Si tratta di una sfida che non ci viene imposta solo dal senso di giustizia che dovrebbe guidare ogni nostro agire, ma anche dalla consapevolezza di come anche lo sviluppo economico dipenda dalla crescita del privato sociale. È questo un settore, infatti, che non si limita a distribuire ricchezza come alcuni potrebbero pensare, ma che oltre a generare valore che si concretizza nei posti di lavoro che quotidianamente crea, esso può dare un contributo fondamentale nella creazione di quel capitale sociale che, a detta di tutti, è un fattore imprescindibile affinché lo Stato e il mercato possano effettivamente funzionare. Chi crede che il welfare sia un lusso che non ci si può concedere in momenti di crisi è c hiaramente ancorato a delle teorie economiche che la realtà si è da tempo incaricata di smentire.

Naturalmente creare un nuovo welfare non può significare limitarsi ad integrare i tagli dei trasferimenti pubblici con nuove entrate, siano esse il lavoro dei volontari o i contributi della filantropia istituzionale. Una simile illusione oltre a non fare i conti sulle risorse necessariamente insufficienti che questi mondi sono in grado di mobilitare, non ne coglie l'essenza e rischia quindi di inaridire la fonte che è in grado di generarli. Strumentalizzare la generosità o anche subordinarla alle esigenze produttive rischia infatti di distruggerla e gli eventuali risparmi che potranno essere conseguiti nel breve verranno pagati a caro prezzo, come l'involuzione della cooperazione sociale ci insegna.

Creare un nuovo welfare significa dotare la nostra società di istituzioni che favoriscano le relazioni umane, senza le quali la solidarietà e la sussidiarietà non possono manifestarsi ed è questo il vero compito che attende il privato sociale. La pur importante produzione di beni e servizi da parte di questo settore deve essere considerata la conseguenza e non il fine dell'operare degli enti non lucrativi aventi finalità d'utilità sociale. Solo sfruttando la loro naturale propensione a creare legami e a generare fiducia sarà possibile sfruttare pienamente le loro potenzialità e quindi porre le basi per quella coesione sociale che è condizione imprescindibile non solo per la crescita morale e civile, ma anche per quella economica e sociale.

Da queste premesse dovrebbe emergere con chiarezza la necessità da parte degli enti d'erogazione di ripensare radicalmente il proprio ruolo. Se, per lungo tempo, le fondazioni hanno creduto che il loro compito fosse incrementare la produttività degli enti non profit, sperimentare approcci innovativi che altri avrebbero poi dovuto replicare, aumentare le dimensioni operative delle non profit di successo, oggi dobbiamo ammettere che questi approcci hanno dato risultati inferiori alle aspettative. Benché siano stati sostenuti progetti estremamente interessanti, troppo spesso, a livello di sistema, la condizione generale è peggiorata.

Forse un modo più efficace per usare le limitatissime risorse di cui la filantropia istituzionale dispone è quello di farsi catalizzatore delle energie positive presenti nella nostra società, energie però che quest'ultima non è in grado di mobilitare. Se invece di lamentarsi per tutti i problemi che ci affliggono, concentrassimo le nostre energie nel valorizzare le risorse che ci sono, potremmo forse dare un contributo ben più rilevante al miglioramento della qualità della vita delle nostre comunità. Esistono infatti giacimenti enormi di energie rinnovabili che una società che ha pensato di potersi sviluppare solo trasformando i vizi privati in pubbliche virtù lascia inutilizzati e che il privato sociale potrebbe finalmente valorizzare.

Si pensi solo alle donazioni che potrebbero essere mobilitate. Da un lato esistono ingenti patrimoni di famiglie prive di eredi diretti, dall'altro il fatto che il nostro Paese abbia un coefficiente di Gini che misura la disuguaglianza sociale simile a quello degli Stati Uniti indica come vi siano, pur in mezzo alla crisi presente, un numero consistente di persone che, se opportunamente sensibilizzate e coinvolte, hanno sicuramente i mezzi per contribuire al bene comune. Da questo punto di vista il fundraising ha però mostrato tutti i suoi limiti. L'obiettivo non deve essere quello di raccogliere fondi, ma piuttosto quello di aiutare le persone a donare. Si potrebbe pensare che questa sia una distinzione di lana caprina in quanto il risultato finale è comunque una donazione. In realtà nel primo caso la tentazione a strumentalizzare il donatore e a preoccuparsi principalmente dei suoi soldi è forte, mentre nel secondo caso l'obiettivo è ai utare il donante a donare, godendo al massimo di tutti i benefici collegabili a tale atto. Il fatto che due terzi dei donatori che allegano le proprie donazioni alla dichiarazione dei redditi le detraggono benché sarebbe per loro sicuramente più conveniente dedurle, è un indicatore di come l'attenzione nei confronti dei donatori sia ancora molto limitata, tanto da non aiutarli nemmeno a sfruttare al meglio i pur magri benefici fiscali attualmente disponibili.

La diffusione dell'intermediazione filantropica e il ruolo che in essa possono svolgere le fondazioni di comunità e il recente costituito Comitato per il Dono, potranno dotare il nostro Paese di un'infrastruttura sociale in grado di mettersi al servizio dei donatori, permettendo loro di vivere pienamente tutti i benefici collegati alla donazione. Si tratta di trasformare il dono da un costo, un onere, un dovere, una forma di tassazione volontaria, in un'opportunità in grado di dare una risposta convincente ad alcuni dei bisogni fondamentali della persona umana: il bisogno di identità e di dare un senso alla propria esistenza, quello di vivere delle relazioni veramente umane perché non strumentali, quello di sperimentare delle emozioni autentiche in grado di illuminare la propria esistenza. Si tratta di bisogni profondamente radicati nella natura umana e ai quali la società in cui viviamo si limita ad offrire delle illusioni o dei palliativi, mentre tutto coloro che vivono concretamente l'esperienza del dono possono testimoniare come essa sia estremamente feconda che può renderci felici, ben più dei tanti beni di consumo che spesso finiscono per degradarci.

La filantropia istituzionale può svolgere un ruolo importante anche nel dare una risposta ad una delle sfide più importanti per la nostra società: come valorizzare i giovani, evitando che questi da risorsa si trasformino in problema. Bisogna offrire loro opportunità, avere il coraggio di scommettere su di loro, metterli in condizione di sperimentare le loro idee. Troppo spesso invece i progetti per i giovani sono pensati e realizzati da adulti. Questi ultimi potranno forse essere più efficienti, ma raramente potranno essere più efficaci. Inoltre non bisogna mai dimenticare il significato educativo nello sviluppo delle proprie competenze e della stima di sé che la gestione diretta di un progetto può dare a questi ragazzi, i quali, nel contempo, potranno diventare più consapevoli dei bisogni che contraddistinguono la comunità in cui operano. Infine, può essere opportuno ricordare come il privato soc iale possa diventare, soprattutto in questo momento storico, un'importante opportunità di lavoro.
Il modello della Youth Bank, sperimentato per la prima volta in Italia dalla Fondazione Comasca, in cui giovani sono chiamati e selezionare progetti d'utilità sociale presentati da loro coetanei, è sicuramente una modalità che si sta rivelando feconda e potenzialmente in grado di lasciare un segno. Se, come del resto sta già avvenendo, gli enti d'erogazione dovessero poi dare la loro disponibilità a sostenere per alcuni anni le idee più promettenti, quelle che potranno conseguire una propria sostenibilità economica, allora sarà forse possibile innescare un circolo virtuoso in grado di dare un contributo importante alla crescita della società civile.

La filantropia può anche svolgere un ruolo importante nello sviluppo delle tanto invocate reti. Bisogna però essere consapevoli che ciò non può avvenire semplicemente erogando dei contributi supplementari  ai progetti in rete, dato che troppo spesso queste si realizzano solo sulla carta. Affinché le sinergie possano veramente manifestarsi è necessario, da un lato, promuovere lo sviluppo di una visione comune e, dall'altro, creare le condizioni affinché si rafforzino la conoscenza, il rispetto reciproco e quella fiducia senza la quale le relazioni finiscono necessariamente per diventare strumentali e poco feconde.

La sperimentazione dell'impatto collettivo, spesso promosso grazie agli enti d'erogazione, sta mostrando come un approccio che favorisca l'elaborazione di un'agenda comune in cui tutti i partecipanti condividono la visione e la missione, permetta di individuare indicatori condivisi, crei le condizioni per il coordinamento fra le varie attività, così che queste possano rinforzarsi mutualmente, stimoli una comunicazione continua fra i partecipanti e la comunità nel suo complesso, possa coinvolgere centinaia di realtà provenienti da tutti i settori e conseguire risultati veramente notevoli. L'esperienza però insegna come un simile approccio implica un investimento di lungo periodo e la creazione di una struttura di supporto che garantisca le condizioni per la collaborazione.

In una società dispersiva come la nostra non è però più possibile dare per scontato che la gente si conosca e collabori autonomamente. Per questo è necessario il contributo da parte di un soggetto che abbia come unico fine quello di aiutare i partecipanti a elaborare una visione comune senza cercare di imporre una propria agenda. Gli enti d'erogazione, oltre a mobilitare le risorse necessarie per creare una struttura di supporto che abbia come fine quello di garantire le condizioni per la collaborazione, possono svolgere un ruolo fondamentale nell'aiutare i partecipanti a superare una certa diffidenza reciproca che, dobbiamo ammetterlo, è abbastanza diffusa nel nostro settore. L'essere indipendenti, neutrali e in grado di mobilitare risorse economiche può permettere loro di dare un contributo fondamentale alla sperimentazione, anche nel nostro Paese di un approccio che sta già dando dei risultati molto positivi.

Per concludere se gli enti d'erogazione vogliono sfruttare le opportunità che la presente crisi offre ed evitare di essere strumentalizzati da chi mira solo ai loro soldi è indispensabile essere strategici ossia darsi degli obiettivi, individuare una strada per conseguirli e dotarsi di indicatori che aiutino a capire se effettivamente si sta andando nella direzione corretta. In realtà il compito è forse meno difficile di quanto si possa immaginare. L'obiettivo è evidente: creare un nuovo welfare fondato sulla solidarietà e sussidiarietà, la strada è quella della valorizzazione delle energie positive presenti nella nostra società e del rafforzamento dei legami comunitari. Non manca che l'elaborazione di alcuni indicatori per potersi tuffare in un'avventura, certo difficile, ma che potrebbe permettere agli enti d'erogazione i affermare una loro identità capace di contribuire a realizzare qualcosa di cui tutti oggi sentono un così evidente bisogno, ma nessuno, fino ad ora, sembra in grado di iniziare.